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Nella mia visione della naturopatia, così come nella mia interpretazione dell’ecospiritualità, l’alternarsi delle quattro stagioni nella nostra vita riveste un’importanza primaria e fondamentale.

Il mutare della Terra – a seconda della diversa inclinazione con cui i raggi solari la raggiungono – non riguarda solo i panorami, infatti. Anche noi uomini, come esseri viventi figli di Madre Natura, veniamo stimolati in modo differente a seconda della stagione in cui ci troviamo.

E questo accade sia dal punto di vista fisico-materiale, sia dal punto di vista degli stimoli sottili ed energetici.

Molte sono anche le moderne spiritualità legate alla Natura che seguono un calendario stagionale per celebrare questo ciclo eterno ed immutabile e, in linea generale, sono sempre più le persone che si avvicinano all’antica visione ciclica del tempo, sentendola più vicina a sé rispetto a quella lineare a cui siamo stati abituati nella nostra civiltà contemporanea.

L’approccio più comune al calendario stagionale riconosce otto momenti di passaggio che vengono festeggiati ogni anno: i due Solstizi e i due Equinozi più quattro festività connesse alle antiche attività agricole e pastorali. Questo calendario, nel suo insieme, viene da alcuni chiamato Ruota dell’Anno; mentre i nomi più diffusi per queste celebrazioni derivano dal celtico e sono stati riportati in auge dal revival della tradizione druidica iniziato a fine ‘700.

Alcune interpretazioni di questo calendario ne definiscono il momento di inizio il 1 di novembre, nel periodo dedicato al culto degli antenati, per estensione connessi alle nostre origini, le nostre radici. La verità è che questo calendario è una ruota, non ha inizio e non ha fine… ma talvolta per noi uomini è più comodo essere in grado di definire questi due estremi.

Le date delle festività della Ruota dell’Anno sono (a me piace iniziare dalla primavera, quando tutto, come per magia, rinasce):

  • 21 marzo, Ostara (Equinozio di Primavera)
  • 1 maggio, Beltane
  • 21 giugno, Litha (Solstizio d’Estate)
  • 1 agosto, Lughnasadh
  • 21 settembre, Mabon (Equinozio d’autunno)
  • 1 novembre, Samhain
  • 21 dicembre, Yule (Solstizio d’Inverno)
  • 1 febbraio, Imbolc

Celebrare questi momenti di passaggio stagionali, nonché adattare adattare se stessi e il proprio stile di vita alla caratteristiche del periodo in corso, fa bene alla persona da diversi punti di vista:

  • Fisicamente veniamo sollecitati in modo molto diverso sia dalla temperatura che dalla variazione del rapporto ore di luce/ore di buio. Cambiano le esigenze alimentari, del riposo notturno e dell’eventuale integrazione erboristica.
  • Anche dal punto di vista mentale ed emotivo gli stimoli che riceviamo sono molto diversi. In linea generale in autunno ed inverno l’istinto ci porterebbe a stare al calduccio nella nostra casa, circondati dai propri affetti, mentre in primavera e in estate sentiamo maggiormente il richiamo si esplorare il mondo esterno e di conoscere nuove persone.
  • E ovviamente anche dal punto di vista spirituale – o meglio, ecospirituale – ogni stagione porta qualcosa di diverso e particolare su cui meditare e lavorare.

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